La Diga Del Barbellino

la diga del barbellino

La diga, dalla sommità al punto più basso della sua base, ha un’altezza di m. 69. La lunghezza del suo profilo superiore, detto di coronamento, è di 256 m. Ha un raggio di curvatura di 300 m., una larghezza minima, in alto, di 5.00 m., una larghezza massima, in basso, di 54 m. Il volume della diga è di 151.000 m3. Il materiale impiegato per la sua costruzione, che occupa grosso modo questo volume, sarebbe stato sufficiente per realizzare oggi una serie di condomini con circa 7.000 appartamenti, delle dimensioni commerciali più richieste pari a circa 100 m2 per ogni appartamento. Si sarebbe pertanto potuto fornire una casa a circa 20.000 persone, gli abitanti di Treviglio o di Alzano e Nembro insieme. La diga ha poi una serie di particolarità tecniche, che elenchiamo in modo sintetico e che abbiamo evidenziato in foto e disegni.


il lago artificiale

Il lago formato dalla diga si trova a un’altezza di 1868 m. Ha un volume di 18.500.000 m3. Per dare un’idea più concreta e “leggibile” di tale volume, proviamo a immaginare un solido largo 300 m. (tre campi di calcio, nel senso della loro lunghezza), lungo 1000 m. (10 campi di calcio, di nuovo nel senso della loro lunghezza) e alto poco più di 60 m. (quanto un grattacielo di 20 piani). Proviamo adesso a inserirlo in un ambiente che in qualche modo conosciamo, per esempio in centro a Bergamo: si tratterebbe di un edificio largo dalla Stazione Ferroviaria a Porta Nuova, lungo dal supermercato COIN al supermercato PAM in Via Camozzi e alto come da Città Bassa a Città Alta. La sua base sarebbe a Porta Nuova e il suo tetto a Piazza Vecchia in Città Alta. Imponente, non è vero ?


alloggi ed edifici

Furono edificate baracche per ospitare 800 operai, dove attualmente sorge il Rifugio Curò “Nuovo”. Provate a immaginare un tale “villaggio”: almeno una decina di edifici grandi quanto il Curò attuale. In realtà vi erano 12 grosse baracche per gli operai e 2 baracche per i capi. Fu organizzato inoltre un laboratorio prove materiali, collocato in adiacenza alla sede della direzione dell’impresa costruttrice, più o meno dove oggi troviamo l’edificio dei guardiani della diga e la stazione di arrivo della funivia ENEL Pianlivere – Barbellino. La Direzione Lavori generale dell’opera aveva sede in prossimità dell’attuale lago di Valmorta, alla base della diga in costruzione del Barbellino. Gli esplosivi necessari alla demolizione della roccia per l’innesto delle nuove strutture in calcestruzzo e in cemento armato della diga erano depositati a Maslana, oggi uno stupendo villaggio di montagna con case in pietra a 1200 m. di altezza, appena sopra il paese di Valbondione. Gli esplosivi erano trasportati esclusivamente a spalla, da Maslana sino al sito di costruzione della diga. Un’ora e mezzo a piedi. Molti portatori erano donne.


energia elettrica

L’energia elettrica era fornita da una linea a 10.000 Volt, proveniente dalla centrale dei Dossi, situata prima del paese di Valbondione. Tale linea raggiungeva la località Grumetti – Pianlivere (dove oggi è collocata la stazione di partenza della funivia ENEL che arriva alla diga), saliva a Maslana, poi al Pinnacolo, la verticale torre rocciosa che sovrasta Maslana e da lì proseguiva sino al lago di Valmorta. Vi erano cabine di trasformazione al Pinnacolo, a Valmorta (dove vi è attualmente il piccolo lago artificiale sotto la diga principale), alla attuale casa dei guardiani della diga e all’attuale Rifugio Curò. La corrente veniva ridotta dalla tensione di 10.000 Volt a 220 Volt, con la quale era distribuita. Nel periodo di maggiore lavoro la potenza assorbita era di 1.600 KW. La fornitura “standard” ENEL agli appartamenti domestici è oggi di 3 KW. Tale potenza equivarrebbe al collegamento di circa 700 appartamenti, quindi di un paese di circa 2.000 – 2.500 persone. Oggi, nel 2004. Di sicuro di 20.000 – 25.000 persone nel periodo 1925 – 1930.